Il film - La Stanza Delle Pietre e del Cielo
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IL FILM COMPLETO

SINOSSI

Il titolo del film ha origine dalla scritta sul muro di una cella dell’ex O.P.G. di Sant’Eframo a Napoli.

Il documentario apre uno squarcio su un mondo semi-sconosciuto – ma soprattutto ignorato dalla maggior parte di noi – il mondo dei “matti”, dei folli, dei reietti, degli emarginati, di coloro che non servono a nessuno.

Persone disumanizzate che la gente non vuole vedere, mostri da dimenticare. Estromessi dalla vita sociale e relegati in un esilio perpetuo vivono l’inferno degli O.P.G., un tempo manicomi criminali, oggi R.E.M.S.

Da un primo excursus storico che spiega il perché della nascita dei manicomi criminali, ci si trova brutalmente catapultati all’interno degli O.P.G. attraverso le testimonianze di chi in prima persona ha subìto ogni tipo di violenza e chi si è adoperato per chiedere giustizia.

L’opera si snoda in sette capitoli all’interno dei quali si toccano i punti cruciali della vita all’interno di un manicomio, dalla contenzione fisica alla cessazione dell’identità, per poi giungere al triste epilogo di una logica istituzionalizzata.

Il film è permeato anche delle vite di quanti ancora periscono sotto il giogo crudele di un sistema che ha fallito e che, come i mali più grandi di questa società, tarda ad essere estirpato.

IL TRAILER

CAST

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DARIO STEFANO DELL’AQUILA

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Giornalista, scrittore e ricercatore napoletano, si occupa di psichiatria e vulnerabilità sociale.

Membro dell’Osservatorio Nazionale sulle condizioni di detenzione in Italia,

la sua attività di ricerca si concentra sui temi della marginalità, della libertà e del potere psichiatrico.

Autore di “Se non ti importa il colore degli occhi. Inchiesta sui manicomi giudiziari” (Filema 2009), “Cronache da un manicomio criminale” con Antonio Esposito (Edizioni dell’Asino, Roma, 2013).

Collabora con: “Il Manifesto” e le riviste “Napoli Monitor” e “Gli Asini”.

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FRANCESCO MARANTA

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Ex  consigliere regionale per la regione Campania di Rifondazione Comunista.

Acquisisce un ruolo fondamentale nella lotta ai rischi derivanti dall’amianto, tanto che il Ramazzini Institute di Washington gli conferisce nel 2003 il premio “Life Associate” per le sue lotte trentennali.

Pioniere nella difesa dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, grazie a lui la Regione Campania si è dotata di un moderno piano-amianto.

Autore del libro “Vito il recluso” dove racconta la sua mobilitazione a favore di Vito De Rosa, internato in un O.P.G. da oltre cinquant’anni, ottenendone dal Presidente della Repubblica la grazia.

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ADOLFO FERRARO

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Psichiatra e Psicoterapeuta, docente di Psichiatria Forense presso la Seconda Università di Napoli, è perito psichiatra di vari Tribunali. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative,

è stato vincitore del primo premio al concorso Franz Kafka Italia 2016. Ha sperimentato tecniche riabilitative con i pazienti dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, di cui è stato direttore dal 1996 al 2010.

Tra le sue pubblicazioni “Voglio la neve qua ad Aversa” Sensibili alle foglie Editore, Roma 2014.

Vive e lavora a Napoli.

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SABATINO CATAPANO

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Ex internato dell’O.P.G. di Aversa, nel 1960, si ritrova in galera accusato di sequestro di persona e rapina per colpa di una montatura. Trascorre vari mesi in isolamento e legato al letto di contenzione

nel manicomio criminale, senza tuttavia rimanerne schiacciato. All’interno di questo sistema, Sabatino afferma la sua forte personalità e, appena uscito dal carcere, spende le sue energie nella critica del sistema psichiatrico attraverso l’attivismo politico.

Col suo caratteristico umorismo campano, Sabatino arriva a inscenare un monologo teatrale, girando per tutta l’Italia.

Attualmente vive a Sarno con la moglie.

 

 

 

STAFF

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SARA GRILLI
SOGGETTO – SCENEGGIATURA – REGIA

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Quando mi chiedono da cosa è nato questo lavoro, dentro di me sento di avere diverse ragioni. Denunciare prima di tutto, ma anche raccontare una storia. Quando gli uomini erano sani e qualcosa è andato storto.

L’arte si è sempre adoperata nell’intento di mostrare l’Altro, l’ esistenza di qualcosa che va aldilà delle norme sociali convenzionali. Diversamente, noi proviamo a farlo senza diaframmi, senza personaggi romanzati, potremmo dire, aggredendo lo spettatore attraverso dosi massicce di vita reale…

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Se oggi questo documentario esiste, bisogna ringraziare la generosa collaborazione di Dario Stefano Dell’Aquila, Francesco Maranta, che un anno fa mi diedero subito disponibilità immediata e totale, oltre al prezioso materiale. Una lezione di umiltà che tutti dovrebbero imparare. Strada facendo arrivò anche la partecipazione di Adolfo Ferraro e Sabatino Catapano che aggiunsero valore con la loro testimonianza.

Da questo studio è emerso che il luogo di reclusione contribuisce  all’accentuazione del disagio psichico: L’OPG È un sistema di reclusione bipolare,  giudiziario e psichiatrico; vedremo come questa combinazione generò crimini e atrocità che si perpetuarono nel tempo e nella storia dei manicomi criminali.  Il cuore del film si snoda su 7 punti che mostrano come,  coloro che vi entrarono non ne uscirono più se non come “malati”.

La prima volta che andai all’EX OPG di Sant’Eframo, l’unico visitabile grazie al sensibile recupero della memoria del collettivo che lo occupò nel 2015,  sembrava quasi di poter toccare le vite di quei corridoi, la solitudine di quelle stanze, i passi, il rumore di ferraglie, parole e frasi impresse nei muri, come quelle di un ex internato che scrisse a penna sotto al numero della sua cella “La stanza delle pietre e del cielo. La signora. La Madonna” non era difficile capire che la storia si stava scrivendo da sola.

È con queste parole rubate all’oblio che vogliamo cominciare.

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CRISTIANA LUCIA GRILLI
AIUTO REGIA – RESP. PRODUZIONE – MUSIC SUPERVISOR

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Quando Sara mi chiamò per parlarmi dell’idea di trattare artisticamente  il tema della follia, chiedendomi di lavorare insieme come avevamo già fatto in passato in altre occasioni, l’appoggiai senza neanche pensarci. Negli anni passati avevo avuto un’esperienza molto forte aiutando una persona sofferente psichica, a me molto vicina.

Ebbi un primo approccio con il mondo della psichiatria, delle comunità di recupero e delle cliniche di disintossicazione…

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Si aprì per me un mondo di sofferenze che mi apparivano una sorta di espiazione ingiusta, alla quale avrei voluto dare risposta, una risposta concreta, vera. Questo lavoro mi sembrò l’occasione giusta.

Ci buttammo a capofitto nel progetto che prendeva forma passo dopo passo. Non potevamo immaginare che avremmo trovato sul nostro cammino di ricerca le porte spalancate di tutti: scrittori, attivisti, artisti e internati, e fu così che il film si materializzò. Toccammo con mano la vera bellezza dell’essere umano in un contesto che di bello non aveva assolutamente nulla. Ed è qui la grandezza.

Scegliemmo Napoli non solo perché con Sara la conoscevamo sin da bambine, ma anche per il valore stesso di una città che è già di per sé un mondo a parte: la sua storia, il folklore, la sua cultura e le sue contraddizioni ne fanno la città più amata e disprezzata allo stesso tempo. Noi ci abbiamo trovato l’oro.

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FRANCESCO TOSCANI
AIUTO REGIA – VIDEOMAKER – DIR. FOTOGRAFIA – EDITOR

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Coinvolto in questo progetto da Cristiana sono venuto a conoscenza di un mondo nuovo a me sconosciuto, il mondo dei manicomi criminali. Ne sono rimasto subito colpito e impressionato.

L’esigenza di portare alla luce un delicato substrato di informazioni scottanti mi ha dato la motivazione per dare corpo e anima in questa impresa. Un’impresa in cui eravamo pronti a dare tutto ma dove non avremmo mai immaginato di ricevere così tanto…

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Parlo dei valori umani, di persone disponibili e generose e mosse dai valori più nobili, persone che ci hanno aiutato in ogni modo purché questa storia arrivasse a chi di dovere, parlo di enormi sacrifici ma anche di bellissime “spedizioni” insieme alla troupe, in viaggio lungo la nostra meravigliosa penisola e le sue contraddizioni.

Portare la macchina da presa all’interno dell’Ex OPG di Sant’Eframo a Napoli, poi, è stata un’esperienza toccante, ogni centimetro che percorrevo lungo quei corridoi ha significato per me impegnarmi in una promessa verso quel lugubre passato. Oggi posso dire, soddisfatto, di averla mantenuta!

 

 

LA COLONNA SONORA

87 ore – 99 Posse

Si è scelto di dare alla musica uno spazio importante, uno “status”, un carattere ben preciso che circoscrivesse costantemente una sensazione, una situazione, una condizione, così come gli effetti sonori nell’interstizio dei capitoli.

La musica e la fotografia si fondono e plasmano il documentario, conferendogli quella tensione emotiva che accompagna tutta la narrazione.

In questi termini il brano 87 ore dei “99 Posse” si configura come la perfetta cornice di questo scenario.

Un ringraziamento particolare a loro per la disponibilità nell’ascoltarci, nell’abbracciare questa causa senza la minima esitazione e per la concessione della colonna sonora.

CREDITS

Regia SARA GRILLI

Aiuto alla regia FRANCESCO TOSCANI

Aiuto alla regia CRISTIANA LUCIA GRILLI

 

Dir. della fotografia FRANCESCO TOSCANI

Montaggio FRANCESCO TOSCANI

 

Dir. di produzione CRISTIANA LUCIA GRILLI

Dir. musicale CRISTIANA LUCIA GRILLI

Con la partecipazione di:

Dario Stefano Dell’Aquila

Adolfo Ferraro

Francesco Maranta

Sabatino Catapano

 

Locali per le riprese:

Ex O.P.G. “Je so Pazzo” NAPOLI

Museo della follia di San Servolo – Venezia

Colonna sonora:

87 ore – 99 Posse

Album: Il tempo. Le parole

Il suono

Casa discografica: Musica Posse

 

Produzione:

Creative Motion